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RISCHIO ATTENTATO PM BRUNI - LO STATO LO TUTELI - FIRMA, CONDIVIDI E DIVULGA ANCHE TU LA PETIZIONE

    cristiana smurra
    By cristiana smurra Comments (1)
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    FIRMA E CONDIVIDI LA PETIZIONE LANCIATA SU CHANGE ORG PER CHIEDERE AL MINISTRO ALFANO E AL GOVERNO RENZI, CHE LO STATO PROTEGGA IN MODO SERIO ED INEQUIVOCABILE QUANTI COME IL PM BRUNI, RISCHIANO LA LORO STESSA VITA PER SERVIRLO.

    11.343 PERSONE SOSTENIAMO QUESTA PETIZIONE, UNISCITI ANCHE TU A NOI! ABBIAMO BISOGNO CHE TUTTA LA SOCIETA' SANA FACCIA SENTIRE LA PROPRIA VOCE!

    COSA CHIEDIAMO:

    Condanna a morte per il PM antimafia calabrese Pier Paolo BRUNI.
    Lo STATO revoca le misure per la sua sicurezza.
    La 'Ndrangheta pronta a colpire ringrazia!


    Le istituzioni preposte all'incolumità del sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, impegnato inequivocabilmente ed efficacemente nella lotta contro il crimine, rispondano nelle sedi competenti di scelte incomprensibili, allorquando - non tenendo conto dello stato di massima allerta comprovato e tangibile - attuano l'allentamento delle tutele previste, isolando ed esponendo i loro uomini migliori a rischio vita.
    Chiediamo nell'immediatezza, che venga disposta 24 ore su 24 e notevolmente potenziata la scorta al PM. Che vengano previste ulteriori auto di servizio al seguito e a protezione dello stesso. Che venga urgentemente ripristinato, nell'area antistante l'abitazione del magistrato, il sistema di video-sorveglianza smantellato inspiegabilmente nei giorni scorsi su ordine della Prefettura di Crotone. Che siano predisposte tutte le misure volte a tutelare la sua vita e quella dei suoi familiari.

    COME FIRMARE:

    DA GOOGLE VAI SU CHANGE.ORG, NELLO SPAZIO "CERCA" SCRIVI PM BRUNI, SI APRIRIRA' IL LINK PER FIRMARE E CONDIVIDERE

    OPPURE

    VAI SUI MIEI PROFILI TWITTER E FB CERCANDO CRISTIANA SMURRA O BIOSMURRA

    PER APPRONDIRE

    CONDANNA A MORTE PER IL PM ANTIMAFIA BRUNI
    REVOCATE LE MISURE PER LA SUA SICUREZZA
    LA 'NDRANGHETA RINGRAZIA! - 1.12.2014

    La storia rischia di ripetersi e non è vero che dagli errori s'impara.
    Il silenzio assordante e l'isolamento di un uomo impegnato in modo serio, sobrio ed efficace nella lotta contro la criminalità organizzata, riportano alle stragi di Capaci e di Via D'Amelio.
    Dopo più di vent'anni rimane impresso, indelebile nei cuori e nelle menti di chi crede, vive e lotta in nome della legalità, il ricordo dei Giudici FALCONE e BORSELLINO.
    Sembrava che certi errori non potessero più ripetersi e che mai più lo Stato, avrebbe mostrato un lato oscuro e debole rispetto al contrasto fermo e inequivocabile del crimine e dei suoi tanti volti.

    Ma, forse, era un'illusione.
    Avevo 19 anni allora e, come se fosse oggi, mi rivedo impietrita davanti allo schermo che annuncia la morte del Giudice Borsellino, pochi mesi dopo la morte del giudice Falcone e della sua scorta.

    La storia inspiegabilmente si era ripetuta.
    Di nuovo il prezzo più alto era stato pagato da chi, fino alla fine, aveva solo svolto il proprio dovere in nome dello STATO. Lo STATO!
    Le scelte incomprensibili attuate nei mesi passati e, ancor peggio, in queste ultime ore, rispetto all'incolumità e alla tutela della vita di un altro folle servitore di questo maledetto PAESE, sembrano evidenziare, a distanza di 22 anni, che niente nella sostanza deve realmente cambiare!!

    Troppi, indistintamente a tutti i livelli, si mostrano sordi e ciechi rispetto ad un copione che sembra essere già stato scritto e deciso non soltanto dall'ANTI-STATO!

    Un altro uomo in queste ore, in Calabria, rischia, più di altri in Italia, di saltare per aria o di essere freddato sotto casa indisturbatamente.
    Ma in pochi se ne accorgono.
    La troppa distrazione e la scarsa capacità delle istituzioni preposte alla sua incolumità nel valutare episodi sistemici volti a ledere, ad indebolire, a fermare, una volta per tutte, un personaggio tanto schivo quanto preparato, scomodo e libero, e con lui le sue inchieste, i suoi provvedimenti e la sua capacità di far emergere il sistema parallelo che ha dominato buona parte della CALABRIA, incancrenendola in modo indelebile, è PREOCCUPANTE.
    Il non potenziamento della sua sicurezza e il lasciarlo in questi anni, nei fatti, sempre più solo, nonostante i duri colpi inflitti alle cosche della 'Ndrangheta del crotonese, del cosentino e del lametino, si è palesato in prima battuta, un paio di anni fa, con la revoca della scorta che gli era stata attribuita e, qualche ora fa, con lo smantellamento del sistema di video-sorveglianza sotto la sua abitazione da parte della Prefettura di Crotone.
    Secondo alcuni,  a dispetto di quanto sta accadendo quasi quotidianamente oggi, si è valutato che, rispetto al passato, non sussistono più i presupposti di rischio.
    Peccato, però, che a metà novembre un detenuto nel carcere di Cosenza ha rivelato un nuovo imminente progetto di attentato nei suoi confronti da parte delle cosche calabresi (tre per l'appunto, sono le cosche calabresi che hanno siglato, per la gioia dei poteri forti locali, che godono di buone credenziali nelle stanze che contano a Roma, l'accordo di morte) e che, dopo poche ore dallo smantellamento di quelle telecamere, è stato manomesso un tombino nei pressi della sua abitazione (dove, appena tre mesi prima, era misteriosamente sparita l'auto utilizzata dal padre). Si badi bene che, tali accadimenti, sono stati riscontrati e ritenuti attendibili da parte degli organi inquirenti, ma ancora una volta nulla si è mosso!
    Saranno coincidenze! Strane coincidenze! Ma, se mai dovesse accadere qualcosa, non raccontateci favole! Non offendeteci! Sembriamo un popolo addormentato e stanco per trovare la forza di reagire! Ma qualcuno sappiatelo, dovrà pur pagare questa volta per l'ennesima cronaca di una morte annunciata.

    La domanda che inevitabilmente devo pormi ed esplicitare in modo chiaro a scanso di equivoci, è :- siamo sicuri che a volerlo morto sia soltanto la 'Ndrangheta?
    Se così non è, e spero che così non sia, perché ho un disperato bisogno di credere che un cambiamento di rotta sia ancora possibile, allora auspico che si agisca, senza tergiversare un solo secondo in più per RIPRISTINARE, INNALZARE ed IMPEDIRE che il sostituto procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Pier Paolo BRUNI sia l'ennesima vittima di un Paese abituato ad onorare i propri "eroi"soltanto quando, per ovvie circostanze, non possono più ledere quel SISTEMA fintamente contrastato.

    Cristiana Smurra
    cell.3273456731

     

    Si segnala a tal riguardo un approfondimento  sul sito di L'Espresso a firma di nello TROCCHIA del 1.12.2014 è una vera e propria denuncia non smentita da alcuno, caduta nel vuoto!!

     

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