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Si riprende il percorso alla Cascina Contina

    Sara Petrucci
    By Sara Petrucci
    Si riprende il percorso alla Cascina Contina

    Rosate, 1 dicembre

    Il progetto “Terra e cibo” è ormai verso la chiusura. Tra i partners figura la Cascina Contina, ottima realtà di agricoltura sociale in cui risiedono persone che seguono un programma di lavoro finalizzato ad uscire da alcune forme di disagio e difficoltà. Con la cascina, Forum Cooperazione e Tecnologia aveva già organizzato lo scorso anno una serie di incontri formativi a supporto dell’orto sociale coltivato dagli ospiti. Adesso, prima del termine effettivo del progetto, si riprende un nuovo ciclo di incontri che può andare a vantaggio delle nuove persone che sono arrivate nel frattempo, e servire comunque come ripasso anche agli altri.

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    E così oggi, all’appuntamento per una nuova lezione sull’orto, insieme a Gigi e Maurizio, trovo altre nuove persone: Stefano, Gabriele, Luca e Mario. In realtà loro si trovano in cascina da diversi mesi, uno di loro già da un anno. Tutti hanno già avuto modo di fare pratica nell’orto anche senza avere particolari basi teoriche e in questo modo la spiegazione di oggi risulta molto partecipata: loro esprimono commenti, idee, testimoniano il risultato di molti lavori. Li trovo interessati e noto che l’attività in cascina in qualche modo li appaga. Il tema di oggi è molto cruciale: le semine, i trapianti e le tecniche di coltivazione dei più comuni ortaggi.

    Dopo la fase teorica in aula ci spostiamo a vedere l’orto, anzi i tre orti della cascina. Il terzo orto è stato avviato quest’anno, è un appezzamento grande e si trova un po’ più distante rispetto ai primi due. Qui la terra a detta loro non è ancora “da orto”, nel senso che saranno necessari più interventi di lavorazioni e concimazioni organiche perché diventi meno pesante e più fertile. In cascina c’è molto letame di animali e la concimazione può essere di conseguenza abbondante seppur organica. Gigi e Maurizio ormai sono esperti e anche appassionati alla materia. Quest’anno le produzioni sono state abbondanti, non soltanto per il loro autoconsumo ma anche per l’agriturismo e per un po’ di vendita a privati.

    L’anno scorso avevano già accolto il suggerimento di provare a coltivare le patate superando il timore che “qui tanto non vengono”. Quest’anno ne hanno messe di 3 tipi e ne hanno mangiate a volontà. Lo stesso discorso si potrebbe fare per l’aglio, anche questo ritenuto impossibile da coltivare su questi terreni. Suggerisco di provare almeno con un metro quadrato e valutare poi i risultati. Un altro consiglio che mi sento di dare è quello di estendere la pacciamatura anche tra le file di piselli o di fagioli, usando in questo caso la paglia invece dei teli di plastica neri. A questo proposito il timore è che poi ci sia poco lavoro da fare perché “non ci sarebbe più niente da zappare”: ma in questo caso il tempo in esubero potrebbe essere sfruttato per aumentare ancora di un po’ la superficie dell’orto e fare più produzione.

    Nel complesso l’orto, pur svuotato in questo periodo invernale, ha un bell’aspetto e ci sono ancora molte piante di cavoli di vari tipi: cavolfiori in molte varietà, verze, cavolo cinese, cavolo nero. Nell’orto interno alla cascina è stato anche messo un tunnel che servirà anche per l’autoproduzione di piantine.

    Perché gli interventi formativi risultino davvero utili in una realtà come questa, già avviata e con persone già piuttosto esperte come Luigi che organizza i lavori del gruppo, ritengo che possa essere utile una nuova lezione su un tema diverso, ovvero la frutticoltura biologica. I 3 incontri rimanenti che abbiamo concordato potranno essere sfruttati tra la fine dell’inverno e l’inizio della nuova primavera, per poter fare attività pratiche a vantaggio soprattutto dei nuovi.

    Rosate, 14 dicembre

    Come d’accordo, stamani torno alla Cascina Contina per proseguire le attività di formazione per le persone che si occupano dei lavori di campagna.

    La prima parte dell’incontro si svolge in aula e stavolta ha come oggetto la frutticoltura biologica, poiché in cascina, oltre all’orto e agli animali, ci sono anche vari alberi da frutto. Inoltre, di recente ne sono stati messi a dimora altri al Bosco dei 100 passi di Gaggiano.

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    Gli argomenti che tratto sono dapprima generici: come mettere a dimora correttamente una pianta da frutto, la scelta delle varietà resistenti o tolleranti alle comuni malattie, i sesti di impianto, la concimazione organica o minerale naturale, la protezione della biodiversità con l’inerbimento dello spazio. Poi entriamo in una breve trattazione delle più comuni fitopatologie e dei più insidiosi parassiti delle piante da frutto, con le misure preventive da attuare per limitarne l’insorgenza, i macerati “fai da te” ad azione rinforzante e i prodotti in commercio ammessi in agricoltura biologica. In realtà si tratta di un argomento molto vasto che richiederebbe una trattazione approfondita, ma per adesso ci limitiamo ad introdurne i concetti di base.

    Infine, usciamo fuori ad osservare tutte le piante da frutto presenti in cascina e a valutare le operazioni di potatura da realizzare. Ci limitiamo per adesso a tagliare quei rami e rametti palesemente da togliere (perché troppo in basso sulla pianta, troppo nell’interno, o perché secchi), rimandando all’eventuale intervento di esperti in materia altre azioni più risolutive.

    13 febbraio 2018

    Fa ancora freddo per le attività di orto all'aperto, ma in questo periodo si possono avviare le semine delle piantine da tenere in semenzaio. In genere per il trapianto nell'orto qui in cascina si acquistano, ma seminarle in proprio consente un notevole risparmio economico ed è quello che suggerisco di provare a fare. Dedichiamo parte del nostro incontro di oggi proprio a questa attività, e parlando della differenza tra la semina diretta in campo e la semina in semenzaio/vivaio. Seminiamo bietole e lattuga canasta.

    La struttura semenzaio già allestita due anni fa, sarà rimessa in funzione presto per le piantine.

    Dopo questa attività, completata di istruzioni su come prendersi cura delle piantine quando nasceranno, usiamo e prendiamo le misure complessive dei 3 orti della cascina. Sapere a quanto ammontano le superfici è un'informazione utile per progettare le semine e i trapianti del nuovo anno, da fare in base alle rotazioni. Ci dedichiamo a ragionamenti di questo tipo, dopo, a tavolino, ricostruendo uno storico dell'orto degli ultimi due anni.

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    Sara Petrucci

    Sara Petrucci

    Dottore Agronomo
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    Dottore Agronomo con specializzazione in agricoltura biologica e multifunzionale

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