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Il frutteto di BioNatur

    Sara Petrucci
    By Sara Petrucci
    Il frutteto di BioNatur

     

     

    Il frutteto di Bio Natur

    Corbetta, 23 Novembre

    Tra i partners di Terra & Cibo c’è la futura azienda agricola Bio Natur di Raffaele Grittini, che si trova a Corbetta (MI) nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano. Il terreno ha una superficie di 2,2 ha con possibilità di ampliamento grazie ad eventuali acquisti o affitti di appezzamenti confinanti.

    L’intenzione di Raffaele è quella di avviare in futuro una vera e propria azienda agricola biologica che venda i prodotti sul territorio, con una spiccata presenza di attività didattiche aperte a tutti.

    Per adesso è presente un frutteto misto di circa 1 ettaro, nel quale quasi un anno fa sono state messe a dimora varie specie: molti albicocchi, ciliegi, susini, melograni e kiwi, alcuni meli, peri e peschi, fichi, kaki e un filare di more. Sono state accuratamente scelte delle varietà “antiche” riprodotte da vivaisti specializzati, ed è stata data la preferenza a quelle più resistenti alle comuni fitopatologie, in una combinazione che consenta inoltre una maturazione scaglionata delle stesse tipologie di frutto.

    La domanda di frutta biologica è alta e assolutamente non soddisfatta dalle produzioni locali. La sfida di Bio Natur è notevole perché nell’umida Pianura Padana ottenere frutta con metodo biologico non si preannuncia semplice. Tuttavia, le basi di partenza sono buone e Raffaele sembra molto consapevole della cura che deve dedicarci, in un buon equilibrio tra idealità e sano realismo pratico.
    Dopo la siccitosa estate 2017, nella quale per fortuna ha potuto irrigare gli alberelli grazie alla roggia che delimita il terreno, Raffaele ha ripulito lo spazio attorno ad ogni pianta, ha eliminato i polloni, ovvero i rami che crescono dalla base della pianta e che devono essere eliminati per non sottrarre nutrimento. Come fertilizzanti ha distribuito stallatico in pellets e solfato di potassio e magnesio da estrazione naturale. Quest’ultimo, chiamato Patentkali, era stato scelto perché il suo terreno dalle analisi mostrava una certa carenza di Magnesio e inoltre il potassio è utile per i fruttiferi.

    Attorno ad ogni pianta Raffaele ha messo un anello di paglia come pacciamatura e protezione dalle future brinate.

    Alcune piante erano state messe a dimora a 2 anni di età, e la loro forma era stata già avviata dal vivaista. Altre hanno ancora l’“astone” intero, e dovrebbero ricevere una potatura di allevamento per arrivare alla forma adeguata di ogni specie. A questo proposito si consiglia la consulenza di un tecnico specializzato nelle potature, che abbia un approccio sostenibile ai tagli, almeno per sentirne il parere.

    Gli consiglio un trattamento invernale a base di Poltiglia Bordolese (verde rame), che è ammesso in agricoltura biologica, poiché anche se questi fruttiferi sono geneticamente resistenti alle patologie, devono essere comunque protetti in via preventiva, a causa del clima locale favorevole a queste insidie.

    Consiglio di valutare già da ora l’acquisto di altri prodotti, molto più ecologici del rame, da avere a disposizione per la futura stagione, dal risveglio vegetativo primaverile. Questi, utilizzati al bisogno, nelle dosi e nelle modalità consentite, e dopo aver prima curato tutte le forme di prevenzione, saranno utili per la difesa dai vari insetti dannosi oltre che dalle fitopatologie. Gli predisporrò una tabella riepilogativa con le indicazioni.

    Lo spazio è inerbito naturalmente da trifogli, essenze leguminose che arricchiscono il terreno di azoto grazie alla simbiosi radicale con un batterio. Si consiglia vivamente di mantenere l’inerbimento, togliendolo solo attorno alle piante, giusto per limitare la competizione idrica. Raffaele ha detto che pochi giorni fa, con il sole, i fiori dei trifogli attiravano moltissime farfalle: già questo è sufficiente per comprenderne il valore ecosistemico.

    Raffaele ha ordinato altre piante per riempire lo spazio rimasto e per rimpiazzare gli esemplari morti o rubati mesi fa da ignoti.

    Sulla restante parte del terreno non interessata dal frutteto in futuro verrà realizzato un orto, con due tunnel, una serra solare, uno spazio per la didattica e un locale per la vendita e la cella frigo.

    Le premesse sono decisamente positive ed incoraggianti. In Comune si sono mostrati molto interessati al suo progetto e la speranza è che si generi buon cibo locale a tutto vantaggio della comunità e di lui.

     

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    Sara Petrucci

    Sara Petrucci

    Dottore Agronomo
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    Dottore Agronomo con specializzazione in agricoltura biologica e multifunzionale

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