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Finito il MakerCamp 2016 a Fabriano - educativa innovazione per ragazzi creativi ;)

Finito il MakerCamp 2016 a Fabriano - educativa innovazione per ragazzi creativi ;)

Robot di latta!

E dove la voglia di sperimentare insieme trascina, ci si diverte, si cresce insieme,
si fanno nuove amicizie e ci si ritrova con una soddisfazione dirompente.... e
allo stesso tempo rilassante per aver concluso il MakerCamp di Fabriano.

Un'esperienza che per il terzo anno torna a Fabriano nella Biblioteca Multimediale
Romualdo Sassi grazie all'entusiasmo e la costanza dei volontari del MakerSpace,
lo spazio creativo a 360 gradi della nostra città.

Ma si può immaginare che oggi un gruppo di 15 bambini tra i 5 e i 15 anni
costruiscano piccole catapulte per simulare un gioco simile agli uccellini
arrabbiati di Angry Birds con mollette, stecchi di gelato e colla a caldo?
Ebbene questi bambini non solo hanno realizzato il gioco, ma hanno messo la
propria fantasia in un atto creativo che non è il seguire il destino di un
Pokemon che brilla in un angolo della città, o, più tristemente, in un negozio.
Chi ha pensato ai personaggi con palline da ping-pong e orecchiette genovesi,
chi ha pensato ad attutire i colpi con pagliuzza nei recipienti, chi ha preparato
delle burla con pezzi di legno messi come domino, ma incollati saldamente al tabellone.

Il giorno dopo gli stessi ragazzi si sono ritrovati a creare invece dei robot,
e lo hanno fatto sia con lattine, barattoli, anelli, motorini e ventole,
poi montando con un semplice cacciavite schede Arduino, cingoli, sensori di luminosità,
di distanza e led colorati.

Nella Biblioteca di Fabriano, oggi luogo di studio e condivisione di contemporaneità,
si fa anche questo, e tutti gli utenti possono chiedere di montare o pilotare un
robot, che è stato acquistato grazie ai più giovani ragazzi del MakerSpace
che ne hanno vinti 3 in premio allo Young Maker Festival di Terni e li hanno
messi a disposizione della cittadinanza.

L'esperienza di 3 pomeriggi si è conclusa con l'ultima sessione al computer
con Minetest, un gioco di realtà virtuale in cui posizionando dei semplici cubetti,
i ragazzi hanno potuto costruire tavoli, mura, forni, castelli, foreste e fiumi.

Lo hanno fatto collegandosi tutti una rete e migliorando non uno, ma due mondi
che avevano a disposizione dividendosi in squadre e cooperando alla realizzazione
dei loro castelli. Un'unica regola: non si può distruggere ciò che crea un altro.

Una regola attenzione, non imposta nel gioco, che consente distruzioni o addirittura
posizionamenti di fuochi e lava, ma proposta dagli organizzatori e condivisa dai
ragazzi che l'hanno messa in atto con successo.

 

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