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SBW al Workshop “Social Business: fare la differenza” organizzato dallo Yunus Social Business Center University of Florence!

    Michele (@michele)
    • Public
    By Michele (@michele) in the group SBW Italia Comments (15)

    Categories: europe, education, general discussion, social business planning, social business financing


    0/5 stars (0 votes)

     

    Organizzato dallo Yunus Social Business Centre dell'Università di Firenze (maggiori dettagli a questo link), vedrà tra i presenti anche Michele e Gianni, umili fondatori di Social Business World.

    Si terrà il 28 giugno. Chi si aggiunge? Sarebbe bellissimo incontrarsi e discutere insieme!

    Se non puoi, inviaci il tuo messaggio da portare al workshop!

    Michele (@michele)

    Michele (@michele)

    About me

    Co-founder of Social Business World
    Born in the south of Italy, graduated at Siena's University has travelled a lot both for leisure and work enjoying differences between cultures but also suffering...

    Comments

      • Michele (@michele)
        Michele (@michele)

        Ok....non vieni?!?! Ti perdoniamo :-)

        Però....inviaci consigli e suggerimenti da portare al Workshop per sfruttare al meglio la bella giornata di discussione e condivisione!

        Ciao

        • Anna Lombardini
          Anna Lombardini

          Ciao Michele :-)

          Ho scoperto solo oggi l'esistenza del Centre a Prato, e mi sarebbe piaciuto moltissimo partecipare al workshop, ma quel giorno ho un impegno che non posso annullare. Spero ci siano presto altre occasioni.

          Il mio messaggio (che è anche un augurio) è questo: che il Social Business diventi una realtà consolidata in Italia e in tutto il mondo. Apprezzo da anni l'opera del professor Yunus e sono felice che nella mia città sia nato il primo Yunus Social Business Centre italiano. Avanti tutta!

          • Michele (@michele)
            Michele (@michele)

            Grazie Anna!

            Grazie per esserti iscritta, partecipare al gruppo e per il messaggio. Io sono sicuro che in Italia sapremo essere tra i più entusiasti sostenitori delle meravigliose idee del Prof. Yunus.

            Un caro saluto

            • SBW Team (@admin)
              SBW Team (@admin)

              Cari amici, siamo elettrizzati a dir poco!

              Quale la grande novità che giustifica l'entusiasmo della presente comunicazione?
              Siamo felicissimi di annunciarvi che noi di SBW, siamo stati invitati a partecipare come uno dei casi da discutere!!!
              Da tempo pensiamo se e come è possibile far diventare lo stesso SBW un social business a tutti gli effetti e a questo proposito chiediamo il tuo parere, le tue idee (puoi scriverle in basso in questa discussione!).
              Nel frattempo, durante il workshop a Prato saremo soggetto ed oggetto di riflessioni da parte di un team di esperti insieme ai quali cercheremo di identificare:i benefici sociali di SBW, punti deboli, punti forti, opportunità, minacce, costi e possibili forme di finanziamento.
              Insomma, siamo un caso, speriamo non "umano" ma virtuoso :-) , da studiare!

              Alla fine del workshop pubblicheremo i risultati dell'analisi che vi preghiamo fin d'ora di commentare: continuate a seguirci sul gruppo SBW Italia per tutti gli aggiornamenti!

              Un caro saluto,
              Michele e Gianni

              • SBW Team (@admin)
                SBW Team (@admin)

                Grazie YSBCUF! Grazie Enrico, grazie Marco!

                Il workshop è stato meraviglioso! Che belle persone abbiamo conosciuto. Quanta voglia di fare, di migliorare, di collaborare. Voglia che ispira, che dà forza, che spinge a concretizzare, a creare Social Business!

                A breve maggiori info e foto sulla giornata. Un caro saluto a tutti i nuovi amici!

                Workshop 28 giugno 2011 YSBCUF

                 

                • Michele (@michele)
                  Michele (@michele)
                  Cari amici,
                  riesco finalmente a fare un resoconto del Workshop di Prato organizzato dallo Yunus Social Business Center University of Florence.
                  Sono passate due settimane e sono tante, lo so, ma vi assicuro che sono state dense di emozioni, cose da fare ed incontri importanti di cui vi dirò pian piano nel tempo :-)
                  Non ritengo elegante sfruttare nomi di personaggi pubblici, di fama, almeno fino a quando loro stessi ci daranno il permesso di farlo ma dovete sapere che anche lo scorso sabato 09/07 un grande uomo d'arte, di spettacolo, d'impegno civile, ha onorato SBW del suo tempo permettendoci di spiegare di persona, a voce, il progetto.
                  E' stato un incontro ricco di scambi di opinioni anche molto intensi e proprio per questo interesantissimi, motivanti e di stimolo a nuove riflessioni su come migliorare; si è concluso con un grande in bocca al lupo, con l'augurio di avere successo, di riuscire a diffondere l'idea di Yunus ed una dichiarazione di disponibilità ad appoggiarci, a darci una mano in qualche modo in futuro.
                  Noi gli siamo estremamente grati e se ci sta leggendo vogliamo di nuovo ringraziarlo davvero tanto: grazie Mister X! ;-)
                  Ma torniamo al workshop che ci ha dato, per primo, una gran carica, un'enorme voglia di passare molte altre notti insonni per migliorare la piattaforma, incentivare alla partecipazione ed ampliare il network il più possibile!
                  Ringraziamo Enrico Testi e Marco Tognetti dello YSBCUF per averci invitato e dato quindi la possibilità di far parte di una platea meravigliosa.

                  Abbiamo conosciuto persone interessantissime, positive, capaci e desiderose di impegnarsi per portare l'idea di social business a divenire paradigma del fare impresa, del comportamento umano negli affari che non solo crediamo possa ma debba ormai puntare al benessere sociale, non più al mero profitto.
                  Il workshop è iniziato con un gioco per conoscersi, un "ruba la sedia" che sicuramente anche voi facevate alla scuola materna in cui però non solo uno ma tutti abbiamo vinto: tutti abbiamo conosciuto (quasi) tutti spostandoci da una sedia all'altra con due minuti a disposizione per ogni "scorrimento" per una breve, concisa ma efficace presentazione reciproca. Una bellissima idea, iniziare giocando ha rotto il ghiaccio nel migliore dei modi possibili!
                  Sono quindi seguiti gli interventi dello YSBCUF che ha chiarito diversi aspetti teorici e pratici del fare social business, di Eugenio la Mesa, co-fondatore di Cure Thalassemia, uno dei primissimi social business, un meraviglioso esempio di come si possa fare di un business un'attività di assoluto valore sociale e di Paolo Carrara della fondazione Un raggio di luce, onlus attiva in diversi settori sempre del sociale.
                  Hanno concluso la mattinata Barbara Pasini di Oltre Venture, Società attiva nel settore dei finanziamenti ai social business e Roberto Randazzo di R&P Legal che ha focalizzato il suo intervento sugli aspetti legali per la costituzione e l'operatività dei social business in Italia.
                  Nel pomeriggio si è poi entrati nel vivo delle presentazioni di tre idee di social business, tra cui la nostra, SBW che vuole non "solo" essere un social network ma diventare esso stesso un social business che possa arricchire il panorama internazionale di quelli attivi per condividere in rete anche la propria esperienza diretta.
                  Gli organizzatori hanno diviso i partecipanti in tre gruppi, tre workshop, durante le cui discussioni sono stati evidenziati alcuni punti deboli ma soprattutto sono nate, sono state analizzate e vagliate molte idee per proporre ciascun social business al meglio sia verso il pubblico che verso potenziali finanziatori e partner; ogni gruppo ha alla fine consegnato un canvas ed un'analisi SWOT che sono poi stati presentati alla e messi in discussione dalla platea tutta, dagli esperti, consulenti e Società, presenti.
                  Nel nostro caso si sono evidenziate delle criticità nella capacità di coinvolgimento delle persone alla partecipazione attiva e nella capacità di attrarre finanziamenti ma noi (speriamo supportati anche da voi) siamo convinti del nostro progetto, certi che la grande idea di Yunus possa e debba essere supportata da un social network, SBW, in cui le tantissime persone motivate al cambiamento, al miglioramento del nostro vivere quotidiano, nel mondo, possano usufruire di concreti ed efficaci strumenti di condivisione e partecipazione.
                  Pertanto, da parte nostra promettiamo che l'impegno sarà crescente e sempre più efficace ma chiediamo anche a voi di.... "accendere la lampadina" partecipando attivamente alla community ed invitando ad entrarvi il maggior numero di amici/conoscenti/parenti possibile!
                  Nel ringraziarvi per l'attenzione e salutarvi postiamo a questo link le prime immagini dell'evento, il setting-up, a cui seguirà dettagliato racconto fotografico a breve :-)
                  W la vita, w il social business

                  Michele

                  • Michele (@michele)
                    Michele (@michele)

                    Ciao Guido!

                    Il tuo messaggio è già socializzante e socializzatore, cosa vuoi di più? ;-)

                    SBW vuole essere un canale di diffusione della grande intuizione di Yunus ma certamente non l'unico...anche se speriamo funzioni talmente bene da diventare una community numerosa, forte ed attiva.

                    Nella home del gruppo Italia ho appena aggiunto dei collegamenti ad alcuni siti per acquistare il primo libro di Yunus sul social business: è senz'altro un'ottima fonte di spunti di riflessione e quindi di argomenti di cui, come tu evidenzi, noi tutti abbiamo bisogno per coinvolgere amici e conoscenti .

                    Ancora grazie per il commento e benvenuto!

                    • Gabriella
                      Gabriella

                      Potrei lanciare un'idea? Ci offri un breve documento da leggere (come un articolo, o un saggio breve sotto forma di file) che descriva le basi del S.B. per poi discuterne? Ho letto i punti che vengono proposti in questo sito, ma la questione è ovviamente ben più ampia e le implicazioni maggiori.

                      • Michele (@michele)
                        Michele (@michele)

                        Ciao Gabriella!

                        Benvenuta e grazie per il commento/suggerimento.
                        Trovo che l'idea di scrivere un saggio sia ottima, ma anziché un saggio che scaturisca da ciò che una persona sa (per questo c'è già Yunus) sarebbe straordinario ed in linea con la filosofia di SBW che tale saggio scaturisse dalla collaborazione fra persone: non da uno che "insegna" a molti, ma da molti che lavorano per una grande idea.
                         
                        Il sogno dei fondatori di SBW (umilmente, Gianni ed il sottoscritto) non è erudire altre persone "dall'alto", fare i maestri o i guru (termine che su internet sembra essere più di moda) ma creare un luogo di scambio ed incontro, un luogo in cui imparare gli uni dagli altri, di qualsiasi estrazione essi siano: l'operaio, il sindacalista, l'avvocato, il dirigente, l'impiegato ecc.. Siamo convinti che ognuno abbia esperienze e punti di vista che possono arricchire gli altri e fornire nuovi spunti di riflessione.

                        Provo poi a cogliere la palla al balzo per chiarire alcuni punti e "rilanciare" con una controproposta.

                        Innanzitutto, come uno degli amministratori di un nuovo social network (attenzione, SBW non è un semplice sito, tecnicamente la differenza è notevole) la mia priorità è far funzionare la piattaforma, renderla fruibile e quindi strumento utile e concreto per fare community sull'argomento social business. E' un ruolo molto impegnativo che sto imparando a svolgere di giorno in giorno: non è cosa facile quindi chiedo venia se non tutto è perfetto ma....assicuro che l'impegno è massimo.
                        Importante è poi fare ricerca, scremare e quindi pubblicare le informazioni e gi aggiornamenti sul mondo del social business nella sezione a schede in alto a destra della homepage.
                        Terzo impegno riguarda il coordinamento tra gruppi (per ora pochissimi ma si spera molti in futuro) attraverso una struttura interna, minima e snella, che prevede un GoGs (Group of Groups, in inglese) in cui i coordinatori e/o referenti di ciascun gruppo possono postare quanto fatto e leggere quanto evidenziato e condiviso dai coordinatori di altri gruppi.

                        Tornando all'idea dell'articolo/saggio, credo che l'impostazione teorica del social business, peraltro in divenire, deve richiamarsi e rifarsi necessariamente al primo testo sull'argomento scritto da Muhammad Yunus. Sulla home del gruppo SBW Italia si trovano i riferimenti Feltrinelli e Amazon per acquistare l'edizione in italiano.

                        Fatte queste secondo me dovute premesse, proporrei a tutti di provare, partendo dalle basi del social business, dai sette principi fondamentali, ad attivare altrettante discussioni specifiche per leggere in autonomia prima, auto-istruirsi e poi condividere per arrivare davvero ad un piccolo "saggio", creato dagli stessi membri di SBW, da lasciare a disposizione di coloro che si iscriveranno in futuro. Cosa ne pensi? Cosa ne pensate?

                        I sette principi fondamentali di Yunus per il Social Business sono:

                        1. Obiettivo dell’impresa deve essere l’uscita dalla povertà oppure la risoluzione di uno o più problemi sociali (per es. istruzione, salute, accesso alle tecnologie, ambiente), non la massimizzazione del profitto
                        2. L’impresa deve autosostenersi economicamente e finanziariamente
                        3. I finanziatori devono rientrare del solo capitale investito. Oltre al capitale investito, nessun dividendo è dovuto
                        4. Quando il capitale è stato rimborsato, i profitti dell’impresa restano al suo interno per miglioramenti ed espansioni dell’impresa stessa
                        5. L’impresa deve essere rispettosa dell’ambiente
                        6. La forza lavoro dell’impresa riceve stipendi e salari di mercato con migliori condizioni lavorative
                        7. …si lavora con gioia


                        Allora Gabriella se trovi diverse implicazioni, condividile, non vediamo l'ora di discuterne con te.

                        Amici tutti, partiamo con le considerazioni, con i commenti, i dubbi e costruiamo insieme un bel documento.

                        W la vita ed il social business!

                        • Gabriella
                          Gabriella

                          Chiedo scusa. Ho letto in ritardo la proposta di Michele causa piccolissimo infortunio che però mi ha fatto stare in una casa diversa rispetto a quella dove era il mio computer... Io avrei alcune domande, alcune anche banali non essendo l'economia il mio ambito di studio e di attività. Condivido la proposta, molto interessante. Possono inziare a porre una di quelle domande banali che citavo? La cooperazione sociale può essere considerato un esempio di Social Business? Se sì, perché? Se no, perché?

                          A prestissimo su questi schermi!

                          • Michele (@michele)
                            Michele (@michele)

                            Ciao Gabriella!

                            Non sei in ritardo: per migliorare il mondo un pò di tempo lo abbiamo :-)

                            Spero che l'infortunio si sia già risolto e tutto sia andato per il meglio.

                            La tua domanda non è affatto banale e non tutti qui (per fortuna :-) ) si occupano di o hanno studiato economia quindi....avanti tutta e tutti con le domande, qualsiasi esse siano!

                            Per iniziare a rispondere alla tua, sempre che ne sia capace, ti chiedo: cosa intendi per cooperazione sociale? Quali riferimenti hai in mente? Link a pagine/associazioni.... ci possono aiutare a capire meglio.

                            Io in prima battuta direi che, come qualsiasi altro tipo di attività, affinché la cooperazione sociale possa definirsi o meno social business, è necessario che rispecchi i canoni, i primi "paletti" posti da Yunus.

                            In primis: come si finanzia? Solo donazioni o attraverso la propria attività imprenditoriale? Si autosostiene?

                            ...to be continued ;-)

                            • Gabriella
                              Gabriella

                              Alla luce di (seppur veloci) ricerche bibliografiche e da mie pregresse esperienze di ricerca, credo proprio che l'S.B. formulato da Yunus non sia nulla di nuovo. Altrove viene teorizzato (ancora prima dei suoi lavori) come social entrepreneurship. In Italia e in Europa la cooperazione sociale (di tipo A e B) rappresenta un esempio storico estremamente rilevante: per capirci, le sue origine "prime" risalgono alla fine della seconda guerra mondiale (cooperazione di stampo cattolico e comunista/socialista). Ma vi sono altre tipologie di impresa riconducibili al modello proposto da Yunus e tutte sono diffuse in Italia (e non solo).

                              Aggiungo che fra gli studiosi di  social entrepreneurship è in corso un dibattito su quei punti che sono riportati in questo blog come alla base del S.B. (ma ripeto non inventati da Yunus) in quanto, secondo alcuni, permetterebbero di includere ogni tipo di impresa e non solo quelle “social” (cito solo quale esempio Dacin, Dacin, and Matear, Social Entrepreneurship: Why We Don’t Need a New Theory and How We Move Forward From Here, Academy of Management Perspectives, 2010, pp.37-57).

                               

                              A supporto della mia prospettiva riporto il link un breve articolo di Becchetti apparso su Repubblica.it (http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it/2011/04/01/yunus-in-disgrazia/). Ricordo però che Yunus è stato recentemente assolto da ogni imputazione.

                              Non avendo materialmente tempo di scrivere qua il tutto (che equivarrebbe a lavorare su un articolo…), ritengo come anticipato a Michele che sarebbe interessante un confronto collettivo, magari in conferenza Skype, per capire le diverse prospettive.

                               

                              • Gianni
                                Gianni

                                Cara Gabriella,

                                ti chiedi se 'social business' non sia altro che un altro modo di riferirsi a 'social enterprise'. La domanda e' importantissima ma attenzione a non perdere la prospettiva. La differenza tra social enterprise e social business e' fondamentalmente semantica. Con una metafora forse un po' troppo semplice, ma che rende l'idea, social entreprise sta alla pasta asciutta come social business sta ai bucatini all'amatriciana.

                                Esistono molti esempi di social enterprise. Ma cio' che colpisce piu' di tutto e' l'ambiguita' con cui il termine viene usato. L'articolo che tu citi (Dacin et al 2010) riporta per esempio la difficolta' di definire social enterprise con precisione: "la maggioranza delle definizioni di social entrepreneurship si riferisce all'abilita' di raccogliere risorse finanziarie per risolvere problemi sociali, anche se c'e' scarso accordo aldila' di questa generalizzazione... Questa mancanza di accordo sul dominio, confini, forme, e significati di social entrepreneurship risulta in un campo di studio caratterizzato dalla mancanza di una definizione unitaria, imprecisione, e approcci piuttosto idiosincratici" (la traduzione e' mia, chiedo venia per le imprecisioni)

                                Al contrario, con social business ci si riferisce a un tipo di azienda ben specifica. Una azienda che non produca perdite e che non produca dividendi. Volta al raggiungimento di un obiettivo sociale in un contesto di mercato. I profitti vengono usati in modo molto specifico: con l'obiettivo di espandere il raggio di azione dell'azienda e di migliorare il prodotto. Quindi, chi vi investe non riceve dividendi o pagamenti aggiuntivi rispetto all'investimento iniziale.

                                E' proprio nella pignoleria dei criteri che sta la differenza. Facendo mie le parole di Becchetti, nell'articolo di Repubblica che ci fai notare: "Una mossa nella direzione della chiarezza e della trasparenza che [serve] a separare la realtà dal mito." Quindi, ritengo che non debba essere importante stabilire se le idee siano nuove o vecchie. Cio' che c'e' di nuovo, e che va celebrato, nel parlare di social business, e' l'attenzione ai criteri. La precisione nel definire cosa, come e in che termini. Solo cosi' si puo' sperare di offrire un'alternativa valida all'impresa capitalistica tradizionale, per la quale l'inequivocabilita' del profitto, come misura di successo o fallimento, e' il principale punto di forza...

                                ...Ma anche di debolezza :)

                                • Gabriella
                                  Gabriella

                                  (Devo riscrivere la risposta! L'ho postata ma non è stata editata. Forse ho problemi con Mozzilla... mah...). Appena posso lo faccio.

                                  • Michele (@michele)
                                    Michele (@michele)

                                    Ciao,

                                    ritengo la discussione molto interessante ma credo che sia meglio continuarla sulla pagina dedicata alla definizione di SB, cosa ne dite?

                                    Se siete d'accordo io inserirei il mio commento li e da li proseguirei.

                                    Saluti